LA MEMORABILE DIFESA DI UNA FIGLIA DI BUONA DONNA, IL MIO PRIMO ROMANZO TRATTO DA UNA STORIA VERA

È uscito il 4 agosto 2021 il mio primo romanzo intitolato “La memorabile difesa di una figlia di buona donna” edito da Gemma Edizioni.

Un legal-thriller ma anche uno storia d’amore e di coraggio, liberamente ispirato ad un caso di cui mi sono occupata diversi anni fa, svolgendo la professione legale.

La vera storia

Alcune persone, affette dal Morbo di Parkinson, assumono un farmaco dopaminergico ignorando che tra gli effetti collaterali vi sia la sindrome compulsiva al gioco d’azzardo. A poche settimane dall’assunzione del medicinale, iniziano a giocare, ogni giorno, centinaia di euro in Gratta e Vinci e Videopoker. Nascondono ogni cosa ai loro familiari che, per mesi, ignorano quanto stia accadendo e, in breve tempo, dilapidano tutti i loro risparmi. Non passa molto tempo prima che le famiglie lo scoprano ma non immaginano che la colpa sia da imputare ad un farmaco. Alcuni rapporti si incrinano, altri si rompono definitivamente.  Quando le prime “vittime del farmaco” denunciano i fatti alla stampa e programmi televisivi come Mi manda Rai Tre, Striscia la Notizia e Le Iene iniziano a parlarne, la notizia si diffonde rapidamente permettendo a tanti altri malati che assumevano la medicina e che ne ignoravano l’effetto collaterale, di scoprire la verità sulla loro dipendenza. Partono le prime richieste di risarcimento danni alle Case Farmaceutiche e, in alcune città d’Italia, anche le prime cause. Alcune battaglie vengono perse (difficilissimo dimostrare il nesso di causalità tra assunzione del farmaco e gioco d’azzardo); di altre non si ha più notizia (le presunte vittime hanno rinunciato o è stato trovato un accordo di cui si ignora il contenuto?).

 Il romanzo 

Diletta Valli è un avvocatessa solitaria e poco incline alle relazioni sentimentali. Quando alcuni clienti si presentano nel suo studio e le chiedono di assisterli nel caso mediatico del momento, è impreparata ed impaurita. Come dimostrare che un farmaco venduto in tutto il mondo dalla potente Deutscher Pharma ha come effetto collaterale la sindrome compulsiva al gioco d’azzardo?

Nel tortuoso labirinto di indagini volte a trovare le prove che dimostrino che il gambling è un effetto collaterale del farmaco, Diletta incontra Marco Todeschi, un brillante giornalista i cui metodi poco ortodossi uniti alla determinazione dell’avvocatessa, daranno filo da torcere alla casa farmaceutica.

Tra i due l’attrazione fisica è inevitabile ma è proprio questa che mina il connubio professionale. Da una parte c’è Diletta e la sua avversione alle relazioni sentimentali, dall’altra Marco che nasconde un segreto per lei troppo ingombrante.

Diletta intraprenderà un duplice cammino, professionale e sentimentale, che metterà in discussione tutta la propria vita.   

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La storia raccontata nel romanzo, benché richiami  fatti realmente accaduti, si discosta molto dalla realtà. Ci trovate comunque tanto di me. E poi c’è la mia amata Bologna e ci sono le canzoni di Lucio Dalla, che accompagnano momenti significativi della storia.

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La memorabile difesa di una figlia di buona donna può essere ordinato sul sito di Gemma Edizioni  – sul quale potete anche leggere in anteprima il primo capitolo – e sulle varie piattaforme (IBS, Libraccio, Mondadori, Feltrinelli, Libreriecoop, ecc…).

 

 

 

 

 

 

 

 

AGNESE, IL RACCONTO CHE INAUGURA LA COLLANA UNDICIMINUTI DI GEMMA EDIZIONI

Ho l’onore e l’immenso privilegio di inaugurare Undiciminuti, la collana di e-book di Gemma Edizioni con il racconto Agnese, già disponibile su Amazon ,  bookrepublic.it , Mondadori Storefeedbooks. com e tra pochissimi giorni anche sul sito www.gemmaedizioni.it al costo di € 0,99.

AGNESE
Dopo la morte della nonna, Agnese diventa l’unica erede di un amore segreto e travolgente.
Un lascito difficile da gestire, un racconto delicato sulla perdita e la riconquista dei sentimenti.

Perché sua nonna le aveva lasciato quella scatola? Che cosa conteneva? E perché non gliene aveva mai parlato? La morte era giunta improvvisa ed era quindi evidente che quel pacco fosse stato preparato in tempi non sospetti affinché l’anziana donna fosse certa che arrivasse nella mani della nipote.
Tirò lo spago avvolto intorno alla scatola ma era annodato con forza e servirono un paio di forbici per tagliarlo. Uno spesso scotch da pacco, poi, sigillava ogni possibile apertura. Probabilmente la nonna temeva che qualcuno tentasse di dare una sbirciata al contenuto. La curiosità di Agnese aumentò, cosa ci poteva essere lì dentro di così prezioso?

(AGNESE, Federica Caladea)