PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “LA MEMORABILE DIFESA DI UNA FIGLIA DI BUONA DONNA”

Si terrà il 22 ottobre 2021, alle ore 18.30, presso il Teatro del Baraccano, via del Baraccano 2 a Bologna, la prima presentazione del mio romanzo “La memorabile difesa di una figlia di buona donna“, edito da Gemma Edizioni.

Accanto a me, sul palco, a parlare del romanzo, oltre alla Casa Editrice, avrò l’onore di avere Andrea Vianello, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, già Direttore di Rai Tre e ora Direttore di RaiNews24.

È stato creato un link per segnare la propria partecipazione all’evento (non è una prenotazione del posto!). Lo trovate qui.

Dopo la presentazione seguirà il firmacopie. Sarà inoltre possibile anche in quella sede acquistare una copia del romanzo.

SI VA IN RISTAMPA!

La Memorabile Difesa di una figlia di buona donna è uscito solo due mesi fa ed è già in ristampa!

Dopo aver appreso della partecipazione al Salone Internazionale del Libro, ecco che arriva un’altra splendida notizia!

Grazie di cuore a tutti coloro che mi stanno supportando, alla Gemma Edizioni, all’ufficio stampa ma soprattutto ai lettori che ogni giorno aumentano di numero.

Spero di abbracciarvi presto,

Federica

“LA MEMORABILE DIFESA DI UNA FIGLIA DI BUONA DONNA” AL SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Il 16 Ottobre 2021, alle ore 14.00, sarò a Torino, al Salone Internazionale del Libro, padiglione 2, stand F38 per il firmacopie del romanzo La memorabile difesa di una figlia di buona donna edito da Gemma Edizioni.

Sarà ovviamente possibile acquistare il romanzo in quella sede!

TUTTE LE INFO E LE PRIMISSIME RECENSIONI DE LA MEMORABILE DIFESA DI UNA FIGLIA DI BUONA DONNA

Sul mio profilo Instagram, nelle storie in evidenza, potete trovare tutte le informazioni relative al romanzo, compresa una mia breve presentazione e le prime recensioni che i lettori mi stanno inviando.

 

 

LA MEMORABILE DIFESA DI UNA FIGLIA DI BUONA DONNA, IL MIO PRIMO ROMANZO TRATTO DA UNA STORIA VERA

È uscito il 4 agosto 2021 il mio primo romanzo intitolato “La memorabile difesa di una figlia di buona donna” edito da Gemma Edizioni.

Un legal-thriller ma anche uno storia d’amore e di coraggio, liberamente ispirato ad un caso di cui mi sono occupata diversi anni fa, svolgendo la professione legale.

La vera storia

Alcune persone, affette dal Morbo di Parkinson, assumono un farmaco dopaminergico ignorando che tra gli effetti collaterali vi sia la sindrome compulsiva al gioco d’azzardo. A poche settimane dall’assunzione del medicinale, iniziano a giocare, ogni giorno, centinaia di euro in Gratta e Vinci e Videopoker. Nascondono ogni cosa ai loro familiari che, per mesi, ignorano quanto stia accadendo e, in breve tempo, dilapidano tutti i loro risparmi. Non passa molto tempo prima che le famiglie lo scoprano ma non immaginano che la colpa sia da imputare ad un farmaco. Alcuni rapporti si incrinano, altri si rompono definitivamente.  Quando le prime “vittime del farmaco” denunciano i fatti alla stampa e programmi televisivi come Mi manda Rai Tre, Striscia la Notizia e Le Iene iniziano a parlarne, la notizia si diffonde rapidamente permettendo a tanti altri malati che assumevano la medicina e che ne ignoravano l’effetto collaterale, di scoprire la verità sulla loro dipendenza. Partono le prime richieste di risarcimento danni alle Case Farmaceutiche e, in alcune città d’Italia, anche le prime cause. Alcune battaglie vengono perse (difficilissimo dimostrare il nesso di causalità tra assunzione del farmaco e gioco d’azzardo); di altre non si ha più notizia (le presunte vittime hanno rinunciato o è stato trovato un accordo di cui si ignora il contenuto?).

 Il romanzo 

Diletta Valli è un avvocatessa solitaria e poco incline alle relazioni sentimentali. Quando alcuni clienti si presentano nel suo studio e le chiedono di assisterli nel caso mediatico del momento, è impreparata ed impaurita. Come dimostrare che un farmaco venduto in tutto il mondo dalla potente Deutscher Pharma ha come effetto collaterale la sindrome compulsiva al gioco d’azzardo?

Nel tortuoso labirinto di indagini volte a trovare le prove che dimostrino che il gambling è un effetto collaterale del farmaco, Diletta incontra Marco Todeschi, un brillante giornalista i cui metodi poco ortodossi uniti alla determinazione dell’avvocatessa, daranno filo da torcere alla casa farmaceutica.

Tra i due l’attrazione fisica è inevitabile ma è proprio questa che mina il connubio professionale. Da una parte c’è Diletta e la sua avversione alle relazioni sentimentali, dall’altra Marco che nasconde un segreto per lei troppo ingombrante.

Diletta intraprenderà un duplice cammino, professionale e sentimentale, che metterà in discussione tutta la propria vita.   

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La storia raccontata nel romanzo, benché richiami  fatti realmente accaduti, si discosta molto dalla realtà. Ci trovate comunque tanto di me. E poi c’è la mia amata Bologna e ci sono le canzoni di Lucio Dalla, che accompagnano momenti significativi della storia.

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La memorabile difesa di una figlia di buona donna può essere ordinato sul sito di Gemma Edizioni  – sul quale potete anche leggere in anteprima il primo capitolo – e sulle varie piattaforme (IBS, Libraccio, Mondadori, Feltrinelli, Libreriecoop, ecc…).

 

 

 

 

 

 

 

 

AGNESE, IL RACCONTO CHE INAUGURA LA COLLANA UNDICIMINUTI DI GEMMA EDIZIONI

Ho l’onore e l’immenso privilegio di inaugurare Undiciminuti, la collana di e-book di Gemma Edizioni con il racconto Agnese, già disponibile su Amazon ,  bookrepublic.it , Mondadori Storefeedbooks. com e tra pochissimi giorni anche sul sito www.gemmaedizioni.it al costo di € 0,99.

AGNESE
Dopo la morte della nonna, Agnese diventa l’unica erede di un amore segreto e travolgente.
Un lascito difficile da gestire, un racconto delicato sulla perdita e la riconquista dei sentimenti.

Perché sua nonna le aveva lasciato quella scatola? Che cosa conteneva? E perché non gliene aveva mai parlato? La morte era giunta improvvisa ed era quindi evidente che quel pacco fosse stato preparato in tempi non sospetti affinché l’anziana donna fosse certa che arrivasse nella mani della nipote.
Tirò lo spago avvolto intorno alla scatola ma era annodato con forza e servirono un paio di forbici per tagliarlo. Uno spesso scotch da pacco, poi, sigillava ogni possibile apertura. Probabilmente la nonna temeva che qualcuno tentasse di dare una sbirciata al contenuto. La curiosità di Agnese aumentò, cosa ci poteva essere lì dentro di così prezioso?

(AGNESE, Federica Caladea)

LUMINESCE DI JEUNESSE

Come combattere i segni del tempo?

I filtri di Instagram ci hanno abituato fin troppo bene perché ci consentono di eliminare le nostre piccole odiosissime rughe e di dare una luce nuova al nostro viso. Ma che succede quando dobbiamo uscire ed affrontare la dura realtà o i tag alle foto degli amici di Facebook che, a tradimento, ci ritraggono senza neppure un effetto sfocato?

In attesa della crema miracolosa ringiovanente-piallante-fammi-tornare-ai-ventanni, l’unica cosa da fare è continuare a cercare il prodotto che meglio si adatta alla nostra pelle, farci consigliare, scambiarci impressioni.

Oggi quindi vi parlo di LUMINESCE CELLULAR REJUVENATION SERUM della JEUNESSE  , un siero che riduce la comparsa delle linee sottili e delle rughe, rivitalizza ed illumina la pelle del viso.

Sono sufficienti pochissime gocce (e meno male dato che la fascia di prezzo è medio-alta), da applicare la mattina prima della crema idratante.

L’effetto non è immediato ma devo dirvi che, dopo qualche giorno di applicazione, ho notato la differenza. Il viso appare più disteso, uniforme e luminoso.

Per info: Instagram e Facebook 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA MAMMA, LA DIETOLOGA ASSEGNATA D’UFFICIO

Le nonne si sa, sono fissate con il cibo. Pare che, dalle quantità che ingurgitiamo ogni giorno, dipendano tutti gli equilibri del mondo.
Per loro siamo sempre sciupate. L’unica volta che mia nonna mi disse di vedermi bene fu quando ero incinta e avevo 25 chili in più.
Ora che lei non c’è più, la dietologa che mi è stata assegnata d’ufficio è mia madre, la quale convoglia sull’alimentazione qualunque mio stato psico-fisico.
– Sono stanca.
– E’ perché mangi poco.

– Ho mal di testa.
– Perché mangi poco.

– Ho mal di pancia.
– Mangi poco.

– Mi fa male una caviglia.
– E’ perché mangi poco.
– Scusa ma cosa c’entra con il male alla caviglia?
– Ti nutri poco, sei carente di vitamine e calcio, il calcio serve per rinforzare le ossa perciò se hai le ossa deboli è perché mangi poco.

Il cibo, in una famiglia come la mia in cui mamma adora cucinare, è sempre stato il motore della quotidianità familiare, il nucleo intorno al quale ruotava la nostra esistenza.
Alle otto della domenica mattina, la casa era già un concentrato di odori vari, che cambiavano a seconda della stagione, ad eccezione di uno, immutabile e resistente a qualsiasi variazione climatica: il soffritto.
Ho vissuto tutta la mia adolescenza con un incubo costante che si verificava puntualmente, alle sette della mattina, mentre facevo colazione. Il domandone fatidico: “Cosa vuoi mangiare a pranzo?
Ora voi capite che nella fase adolescenziale, tra il turbinio di ormoni, la musica orrenda sparata nelle orecchie, l’uscita pomeridiana con la Giò, la Baby, la Francy e la Lety e il diario segreto da riempire di stickers e foto di Tom Cruise (era la fase Top Gun), l’ultimo dei miei problemi fosse cosa mangiare a pranzo.
Inutile dire che la mia risposta era sempre la stessa: “Non lo so, quello che c’è!”
Tuttavia, per mia madre, quella risposta era inaccettabile. Il punto è che lei sentiva questa esigenza di variare il menu due volte al giorno e sperava che, con le mie richieste, potessi suggerirle delle idee.
Io. Che a dodici anni conoscevo l’esistenza di quattro tipi di cibo solido: pasta, pane, carne, verdure (e per verdure intendo tutta la roba verde che sta nel reparto orto-frutta) e credevo che si mischiassero tra loro grazie a qualche sorta di rito magico.
Ecco, se io rivolgessi questa domanda ai miei figli e loro mi rispondessero così, sarei la donna più felice del mondo. Io però non glielo domando. In primo luogo perché tra i miei tanti talenti non c’è quello di saper cucinare quindi il mio menù è vario quanto quello della paninoteca di una stazione di servizio. In secondo luogo, mi arriverebbero richieste assurde di hamburger a tre piani più patatine fritte, cotolette fritte fritte, lasagne fritte, trionfo di fritti.
E poi, mi sono ripromessa di non tormentare i miei figli con “Hai mangiato? Cosa vuoi mangiare? Perché mangi poco?” essendo una fervente sostenitrice del detto Bambino che non mangia, ha già mangiato o mangerà. Il cibo non può monopolizzare il dialogo tra madre e figli come accadeva a me.
Quando il mio bambino, come è accaduto oggi, verrà a casa e sentendosi pronto per un dialogo adulto mi chiederà:
“Mamma cos’è il sesso?” io gli risponderò:
“Hai mangiato? Cos’hai mangiato?”.

 

LASCIATE STARE OSCAR WILDE: IL BLOG PER CHI AMA LA LETTURA

Sono lieta di comunicarVi che oggi sul blog Lasciate Stare Oscar Wilde c’è un post a me dedicato.

Racconto la mia esperienza come scrittrice, la pubblicazione dei racconti in NVite e N+1Vite e la mia passione per le storie e la scrittura.

Se amate leggere, non potete non seguire Lasciate Stare Oscar Wilde (li trovate anche su Facebook e Twitter ), un gruppo di lettura di Milano nato da due menti femminili bionde e geniali, giusto per citare la loro presentazione, che ogni mese propone un libro da leggere e fissa una data per poterne parlare.

Il blog nasce per dare la possibilità a tutti i non milanesi di partecipare attivamente al gruppo di lettura, leggendo i libri proposti e scrivendo le proprie impressioni.

Colgo nuovamente l’occasione per ringraziare Lasciate Stare Oscar Wilde per avermi dato la possibilità e il privilegio di essere loro ospite.

Buona lettura!

 

 

 

 

 

 

N+1 VITE TORNA A BOLOGNA SABATO 10 DICEMBRE

Per scrivere occorrono fantasia, pazienza, lucidità, tempo.
O, almeno, questo è ciò che succede quando non hai idee e pensi troppo a ciò che vuoi dire.

Ci sono momenti, invece, in cui le dita danzano sulla tastiera e le immagini che stai descrivendo scorrono così velocemente nella tua mente che quasi hai paura che, nel tempo necessario a trascriverle, tu possa dimenticarle.
E’ un piccolo miracolo ogni volta e ogni volta penso che sarà l’ultimo.

L’ultimo miracolo è accaduto con LA LISTA DEI BUONI MOTIVI PER LASCIARTI il racconto che ho scritto questa estate e che è stato scelto ed inserito da Gemma Edizioni nel nuovo libro N+1 Vite (in vendita qui).

LA LISTA DEI BUONI MOTIVI PER LASCIARTI racconta di una donna decisa a lasciare il proprio compagno per motivi che apparentemente paiono plausibili ma che nascono unicamente dalle sue insicurezze. Essendo impulsiva e codarda, decide di non attendere il rientro di lui a casa ma di andare sul suo posto di lavoro così da poterlo lasciare e poi andarsene per sempre, senza concedergli il diritto di replica. Il compagno, però, lavora in una clinica psichiatrica e riuscire a parlargli non sarà così facile.

Di questo e degli altri racconti presenti in N+1 VITE parleremo alla presentazione che si terrà sabato 10 dicembre alle ore 17.00, presso la LibrOsteria Vamolà in via delle Moline 3 a Bologna.

Le presentazioni di NVITE e N+1 VITE sono esperienze che vi consiglio di provare almeno una volta.
Contrariamente a quanto accade di solito, i veri protagonisti delle presentazioni non sono solo gli autori ma anche le persone che vi assistono. Perché N+1VITE parla di storie che tutti abbiamo vissuto. Amore, amicizia, famiglia, malattia, paura coinvolgono tutti e tutti possono ritrovarsi tra le pagine del libro.

Senza contare che la Gemma Edizioni fa le cose in grande e ha chiamato dei veri attori per leggere dei piccoli stralci dei racconti.

Infine potrete acquistare una copia del libro e farvi scrivere una dedica da me e dagli autori presenti. Volete mettere che bel regalo di Natale?

Io sono pronta ad emozionarmi insieme a voi.

Vi aspetto!

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Presentazione NVITE Vamolà Bologna Aprile 2016
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Presentazione NVITE Marzo Roma 2016

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