SOCIETA’ DI NETWORKING: UN NUOVO MODO PER FARE BUSINESS

Dopo mesi in cui ho rimuginato, mi sono documentata, ho studiato e valutato aspetti positivi e negativi, ho deciso di aderire ad un progetto volto al networking e incentrato sul marketing referenziale.

Mi sono iscritta quindi a BNI una società americana che crea gruppi di lavoro in cui la prima, fondamentale regola è che ciascun membro sia l’UNICO rappresentante della sua categoria.
I gruppi sono davvero variegati: c’è il notaio, il carrozziere, il commercialista, la parrucchiera, l’avvocato, l’assicuratore, l’idraulico ecc… Questi gruppi non fanno altro che incontrarsi ogni settimana e parlare molto brevemente del loro lavoro con lo scopo di farsi conoscere e favorire gli affari. Il concetto è: chi partecipa, così come un suo parente, amico, cliente ha sicuramente una necessità che può essere soddisfatta da una delle categorie presenti. Gli incontri sono quindi, unicamente, finalizzati a creare business.

La prima volta che me ne hanno parlato, ho subito pensato a quei “giochini piramidali” (vi ricordate l’aeroplanino?) o a relazioni obbligatorie in cui a chi presenta chi spettano “premi”, “regalie”, “provvigioni”. Niente di tutto questo. Non avrei mai aderito. E da buon avvocato, sono diffidente e vedo la fregatura girato ogni angolo.
E’ tutto assolutamente libero. Se un membro del gruppo o un suo conoscente si rivolge a me verrà trattato esattamente come il cliente che viene “da fuori”. Io non ho nessun obbligo nei suoi confronti né di chi mi ha mandato il cliente.

Lo trovo un modo molto intelligente di fare affari. Io che lavoro esclusivamente con il passaparola, ogni mattina mi sveglio e devo sperare che un mio cliente o ex cliente parli bene di me e che mi mandi clienti nuovi. E’ così che mi arriva il lavoro, da sempre.
Il punto è che questo meccanismo, assolutamente normale, è molto lento e poco costante.
Questo meccanismo, dentro BNI, è amplificato e stimolato OGNI SETTIMANA perché ogni settimana io mi interfaccio con un gruppo di persone che potrebbero aver bisogno di recuperare un credito o semplicemente di una consulenza.

Ho deciso di parlarvene perché nel mio gruppo mancano ancora molte categorie professionali e mi farebbe piacere crescesse. Se quindi siete di Bologna o lo sono vostri conoscenti che vogliono allargare il loro giro di affari, e avete piacere di venire anche solo a dare un’occhiata, potete contattarmi in privato alla e-mail: federicacaladea@gmail.com

VAN GOGH ALIVE EXPERIENCE E’A BOLOGNA

Negli spazi della ex-Chiesa San Mattia, in via S. Isaia 14/a, il 4 maggio è arrivata la mostra mostra multimediale “Van Gogh Alive – The Experience” dedicata al pittore olandese.

Ho sempre amato questo artista, per l’uso sfrontato del colore e le pennellate decise che lo hanno reso unico. Un artista che identificava completamente la sua arte con la sua vita e, per questo, ci ha regalato una quantità notevole di dipinti così diversi tra loro ma allo stesso tempo legati da un’unica e originale visione del mondo.

Non potevo perdermi, quindi, l’occasione di vedere questa mostra che per la tecnologia utilizzata e gli allestimenti particolari, è sicuramente unica nel suo genere.

Dopo una breve introduzione alla vita dell’artista, da leggere su pannelli appesi alle pareti di un paio di corridoi, e dopo aver ammirato la ricostruzione del dipinto “La camera di Vincent ad Arles“, si entra nella navata principale dell’ex Chiesa di San Mattia, dentro la quale avviene la totale immersione nelle opere dell’artista.

Accompagnati da sinfonie vibranti di luci, colori e suoni le immagini di oltre mille dipinti di Van Gogh vengono proiettate su diversi pannelli che circondano l’ambiente, in una sequenza che ripercorre la vita artistica del pittore.

Van Gogh Alive è un vero e proprio viaggio sensoriale che grazie alla tecnologia SENSORY4™ – che utilizza più di quaranta proiettori ad alta definizione, grafica multi canale e suono surround – crea un ambiente multi-screen coinvolgente e unico al mondo che regala un’esperienza intensa ed emozionante.

Sicuramente originale (l’ha apprezzata anche mio figlio di dieci anni che notoriamente non ama alla follia le mostre) e suggestiva, la consiglio a chi  vuole vivere un’esperienza diversa dalla solita “passeggiata guidata” e a chi ha una buona sensibilità artistica.

La mostra resterà a Bologna fino al 30 luglio 2017.

 

IL MIO BLOG SU OPENMONDO.COM!

Sono lieta di informarVi che da oggi il mio blog è entrato a far parte di Openmondo.com una community nella quale si possono trovare informazioni, suggerimenti e curiosità relative a qualsiasi posto in Italia e nel Mondo scritte da esperti locali.

Una vasta guida turistica on line nella quale, alla voce Bologna, ci sarà il mio faccione ed il link a questo blog, che potete vedere in anteprima qui.

 

ADDIO A STEFANO MILANI, TALENTO INDISCUSSO E NOBILTA’ D’ANIMO

Era impossibile non notare Stefano quando entravi da Equipe Vittorio di San Lazzaro.
Era bello, anzi bellissimo, alto, elegante e si muoveva leggero, dedicando sorrisi a tutti.
Quando misi piede, per la prima volta, nel suo salone, il suo talento era già ben noto e per farsi tagliare i capelli da lui c’erano liste di attesa infinite. Non che mi dispiacesse, non avevo il coraggio di finire sotto le sue mani miracolose tanto ne ero intimidita. Poi, un giorno, alzai gli occhi e me lo ritrovai davanti.
Mi bastò scambiare due parole per capire che dietro quell’aspetto così perfetto e nobile c’era un uomo semplice, garbato, umile.
Impossibile non amarlo. In un mondo così privo di veri talenti e così pieno di millantatori, lui creava meraviglie in silenzio, chino e concentrato solo sul suo lavoro.
La tv, le interviste, i backstage dell’alta moda non lo hanno mai cambiato. Nei venticinque anni in cui ho frequentato il salone, lui era sempre lì, con la sua classe innata, a dispensare sorrisi e parole gentili a tutti, indistintamente, fossero clienti storiche o di passaggio.
Io non so quale fosse il suo film o il suo cibo preferito o se amasse il mare e viaggiare. Sono certa però che abbia ricevuto tanto amore e che continuerà a riceverne, perché persone come lui, che hanno lo straordinario talento di essere speciali senza neppure accorgersene, lasciano un segno indelebile nella vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerle. La sua luce continuerà a brillare all’infinito.
Ciao Stefano, ora sì che gli angeli saranno più belli.

N+1 VITE TORNA A BOLOGNA SABATO 10 DICEMBRE

Per scrivere occorrono fantasia, pazienza, lucidità, tempo.
O, almeno, questo è ciò che succede quando non hai idee e pensi troppo a ciò che vuoi dire.

Ci sono momenti, invece, in cui le dita danzano sulla tastiera e le immagini che stai descrivendo scorrono così velocemente nella tua mente che quasi hai paura che, nel tempo necessario a trascriverle, tu possa dimenticarle.
E’ un piccolo miracolo ogni volta e ogni volta penso che sarà l’ultimo.

L’ultimo miracolo è accaduto con LA LISTA DEI BUONI MOTIVI PER LASCIARTI il racconto che ho scritto questa estate e che è stato scelto ed inserito da Gemma Edizioni nel nuovo libro N+1 Vite (in vendita qui).

LA LISTA DEI BUONI MOTIVI PER LASCIARTI racconta di una donna decisa a lasciare il proprio compagno per motivi che apparentemente paiono plausibili ma che nascono unicamente dalle sue insicurezze. Essendo impulsiva e codarda, decide di non attendere il rientro di lui a casa ma di andare sul suo posto di lavoro così da poterlo lasciare e poi andarsene per sempre, senza concedergli il diritto di replica. Il compagno, però, lavora in una clinica psichiatrica e riuscire a parlargli non sarà così facile.

Di questo e degli altri racconti presenti in N+1 VITE parleremo alla presentazione che si terrà sabato 10 dicembre alle ore 17.00, presso la LibrOsteria Vamolà in via delle Moline 3 a Bologna.

Le presentazioni di NVITE e N+1 VITE sono esperienze che vi consiglio di provare almeno una volta.
Contrariamente a quanto accade di solito, i veri protagonisti delle presentazioni non sono solo gli autori ma anche le persone che vi assistono. Perché N+1VITE parla di storie che tutti abbiamo vissuto. Amore, amicizia, famiglia, malattia, paura coinvolgono tutti e tutti possono ritrovarsi tra le pagine del libro.

Senza contare che la Gemma Edizioni fa le cose in grande e ha chiamato dei veri attori per leggere dei piccoli stralci dei racconti.

Infine potrete acquistare una copia del libro e farvi scrivere una dedica da me e dagli autori presenti. Volete mettere che bel regalo di Natale?

Io sono pronta ad emozionarmi insieme a voi.

Vi aspetto!

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Presentazione NVITE Vamolà Bologna Aprile 2016
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Presentazione NVITE Marzo Roma 2016

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L’UOMO DELLA VITA, A BOLOGNA, LO TROVI GRAZIE A UN CORSO

Si impara a leggere e a scrivere, si impara a suonare uno strumento musicale, si impara a fare yoga perciò si può anche imparare l’arte della comunicazione tra uomo e donna.
Così la pensa Ivanna Kovalenko, life-coach, esperta in relazioni interpersonali e psicologia comportamentale, autrice e conduttrice di diversi corsi finalizzati al benessere psicofisico organizzati dall’Associazione Bellezza Libera di cui è Presidente.

Ivanna, qual è lo scopo di questi corsi?
Le persone seguono un percorso volto a raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, un equilibrio che le renda più sicure di se stesse e di conseguenza più sicure con gli altri. Io le aiuto a tirare fuori il loro potenziale spesso soffocato dai condizionamenti esterni e dalle manipolazioni mentali.
Una volta acquisita questa consapevolezza si riescono a raggiungere risultati prima insperati.

Come si acquisisce maggiore consapevolezza di sè?
Aumentando l’autostima.
L’autostima ha radici profonde, si forma già alla nascita e la sua mancanza va ricercata nella famiglia e nel percorso di vita.
Fin da bambini ci insegnano che è tutto un compromesso: “Se fai il bravo ti do una caramella, se studi ti faccio un regalo” e questi compromessi continuano crescendo, all’università e nel mondo del lavoro. Ci dicono che dobbiamo fare i bravi e ci dicono come dobbiamo farlo. Alla fine si rischia di vivere facendo il possibile per accontentare gli altri e questo va a scapito della nostra personalità e l’unico risultato che otteniamo è quello di annullare il nostro potenziale e avere un’autostima bassissima.

Perché ti sei concentrata sul rapporto uomo – donna?
Perché è quello che mi chiedono le persone. Non è il lavoro, non è il rapporto con gli altri in generale. La maggior parte delle persone, soprattutto donne, che si rivolgono a me chiede una stabilità in campo affettivo o di risolvere la crisi che stanno vivendo con il partner. Il rapporto uomo – donna è davvero in crisi.

Per quale motivo secondo te c’è bisogno di imparare l’arte della comunicazione uomo – donna?
Per migliorare la nostra vita sentimentale. Andiamo avanti a tentativi, sulla base delle esperienze avute e magari il problema per cui le nostre storie continuano a naufragare è dentro di noi. Se non lo risolviamo continueremo a fallire.
Inoltre si tende a costruire i rapporti sulla base di stereotipi sociali. Quegli stereotipi però non vanno bene per tutti perché siamo tutti diversi.

Qual è la maggiore lamentela delle donne?
Si lamentano perché gli uomini non si assumono responsabilità nel rapporto di coppia. Il punto è che di questo tendono sempre ad attribuire all’uomo tutta la colpa mentre io insegno a cambiare punto di vista. Ad assumersi le proprie responsabilità, a capire che la loro vita è frutto delle loro azioni, del loro modo di essere, del loro modo di pensare.
Quando vengono delle ragazze che sono in crisi con il partner inizialmente vorrebbero che lui partecipasse ai corsi ma quando, grazie ai miei insegnamenti, le donne cambiano, mi raccontano che è cambiato anche il partner che di fatto non ha mai partecipato ad una sola lezione.

Qual è il problema più evidente che hai riscontrato e sul quale devi lavorare nel rapporto uomo – donna?
Uscire dallo stereotipo. Donne adulte (l’età delle partecipanti va dai 30 ai 50 anni, ndr) che ancora sono convinte che se non si concedono subito ad un uomo lo perdono. Questa è la più grande manipolazione mentale che l’uomo abbia mai fatto sulla donna e purtroppo è ancora molto radicata. Viviamo in un mondo ancora molto maschilista e la donna per sopravvivere assume atteggiamenti maschili ma così facendo indebolisce l’uomo ma soprattutto gli toglie ogni curiosità. Ai nostri giorni l’uomo non fa alcuna fatica ad avere rapporti occasionali e l’unico modo per far sì che si fermi è stimolare la sua curiosità. Lo sai che l’innamoramento maschile è un fatto ormonale?

Questa non l’avevo mai sentita. Spiegati meglio.
Le fasi ormonali nell’uomo sono tre.
C’è la prima fase che è quella del testosterone, che scatta quando l’uomo incontra una donna. C’è attrazione fisica e il testosterone sale. Se la donna cede, il testosterone dopo il rapporto sessuale scende. Potrà risalire ma un rapporto basato sul testosterone durerà sì e no pochi mesi.
Se invece la donna non cede, quel testosterone si trasformerà in dopamina che è l’ormone della passione. Se la donna cede in questa fase il rapporto magari durerà qualche anno ma sarà destinato comunque a finire.
Se la donna ancora in questa seconda fase non cede, la dopamina si trasformerà in oxitocina che è l’ormone del legame ed è in quella fase che nasce l’amore e la voglia di stabilità.

Quindi è solo una questione di tempo. Insomma se un uomo che ci piace molto ci corteggia possiamo dirgli “Guarda ci risentiamo quando sei nella fase di oxitocina!”
(Ride) Beh praticamente sì! Scherzi a parte, uomini e donne hanno tempi diversi e le donne questo spesso non lo capiscono. Bisogna imparare a rispettare quei tempi. Per farlo e per gestire le varie fasi dell’uomo occorre ovviamente grande consapevolezza di sé e grande autostima, che è quello che voglio insegnare.

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L’Associazione ha sede in via G. Massarenti n. 258/c. Ogni tre mesi organizza una serata di presentazione, un open day a cui si può partecipare per ottenere maggiori informazioni sui corsi.
Il sito è ancora in costruzione ma trovate tutti i recapiti qui: www.bellezzalibera.com

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Ivanna Kovalenko Presidente dell’Associazione Bellezza Libera

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TORNA CIOCCOSHOW!

Dal 16 al 20 di novembre Piazza Maggiore e zone limitrofe si trasformeranno nella Fabbrica di Willy Wonka e tutto il centro verrà inondato dal profumo inebriante del cioccolato. Torna infatti Cioccoshow, uno degli appuntamenti più attesi dai bolognesi.

Cioccolato da mangiare, da bere, da intingere, speziato, pralinato, caramellato, nocciolato, fruttato. Un’immersione totale nella dolcezza di questo miracolo della natura che fa bene non solo al corpo (ormai gli innumerevoli benefici sono riconosciuti dalla scienza medica) ma soprattutto allo spirito.

Cioccoshow non è solo degustazioni ma intrattenimento, corsi e laboratori. Un’occasione per gli amanti della pasticceria di imparare dai migliori artigiani come lavorare questo amatissimo prodotto e non solo. Per tutta la durata della manifestazione troverete infatti diversi eventi e laboratori, anche per i più piccini! Il programma lo trovate qui.
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UNA NUOVA PERLA TUTTA HOME MADE: OLMO

Ho scoperto per caso questo piccolo locale, aperto neppure sei mesi fa, in via Ercolani (a pochi passi dal Palazzetto dello Sport) che è un’autentica perla.

Si chiama Olmo e tutto ciò che viene servito in tavola, dal pane alle salse, dalla pasta fresca alle torte, è preparato dallo chef Maolo Torreggiani. I piatti sono originali, variegati e accontentano anche i palati vegani. Potete mangiare degli ottimi primi come il riso alle erbe e cozze saltate, zuppe strepitose come il dhal di lenticchie bianche e polpettine di cous cous e ancora carne (il panino alle polpette, mangiato oggi, era davvero super) e pure il pesce.

Insomma ogni giorno Olmo è una scoperta e se anche non avete fame vi basterà dare un’occhiata alle foto del loro profilo Instagram ( olmo_bologna ) per sentire l’impellente esigenza di precipitarvi dentro il locale e provare ogni delizia, tra l’altro sono aperti sette giorni su sette (tranne la sera della domenica e del lunedì).

Perfetto per il brunch. Andate e fatemi sapere!

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Crema di ceci con rapa bianca e scorzonera
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panino con polpette al sugo, verdure e chips croccanti, crema di rape rosse
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Tripletta vegana: felafel con saionese al limone, riso saltato con verdure ed erbe saltate

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COCCOLARE IL PALATO MANGIANDO SANO? DA FRAGOLA E’ POSSIBILE

Quando scegliete un locale lo fate principalmente per la qualità del cibo. Se alla qualità del cibo si aggiunge la qualità del servizio, ecco allora che quel locale va dritto dritto nella lista dei preferiti.
Se andate da FraGola capirete quindi perché, anche con la pioggia e con il vento, io percorra a piedi oltre un chilometro per pranzare lì e, questo, nonostante lavori in pieno centro e pertanto abbia parecchia scelta senza allontanarmi troppo.
FraGola è una zupperia, frutteria, insalateria e juice bar che si trova in Piazza San Martino. Non pensiate però che sia uno di quei posti in cui esci e andresti a mangiarti una pizza. Infatti oltre a frutta e insalate, si trovano delle ottime zuppe (ogni giorno diverse), focacce e piatti composti (vegetariani e non solo).
Dimenticate anche l’equazione “mangiare sano = mangiare sciapo”, da FraGola si mangia in maniera salutare – con prodotti di alta qualità a prezzi competitivi – ma coccolando il palato.
E’ da FraGola che ho scoperto l’açaì, un frutto tropicale antiossidante e superenergetico che viene frullato insieme alla banana (il sapore di fondo è quello) e servito con frutta fresca in pezzi. Quando ero incinta ne mangiavo a chili e, d’estate, era il mio pranzo fisso. Considerando che ho partorito un bimbo di 4,3 chili comincio a pensare che l’açaì abbia fatto parecchio bene!
Il locale è stato rinnovato da poco. E’ più grande, luminoso e ha un lungo bancone scelto appositamente per rendere l’ambiente allegro e socialmente stimolante.
A breve, da FraGola si potrà anche fare colazione (yougurt e cereali, torte, pane e marmellata e ovviamente centrifugati e spremute) e il brunch nella giornata di sabato. Inoltre la prossima estate ci sarà anche il dehor. Ovviamente ci sono sia il il servizio di take away che di consegna a domicilio.

Sulla loro pagina Facebook (www.facebook.com/FrutteriaFragola ), poi, potete trovare il menu del giorno.
Un’ultima cosa: come avevo accennato all’inizio, oltre alla qualità del cibo è importante la qualità del servizio.
FraGola è diventato uno dei mie posti preferiti perché i titolari, Fabio e Stefania, hanno sempre il sorriso, sono cordiali, disponibili e ti fanno sentire come a casa. Scusate se è poco.

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MISSBAKE: SAPORI D’AMERICA, FRANCIA E INGHILTERRA IN UN SOLO LOCALE

A dispetto dei pochissimi metri quadri in cui si sviluppa, MissBake contiene un mondo di delizie difficili da descrivere in un solo post.

Intanto come MissBake, a Bologna, c’è solo MissBake. Unico nel suo genere, diventa difficile anche solo definirlo: è un caffè? Un bistrot? Una pasticceria?

Direi un po’ tutte queste cose insieme. E’ un luogo che strizza l’occhio all’America, alla Gran Bretagna e alla Francia.

Un luogo in cui puoi sorseggiare (finalmente) un ottimo caffè americano – l’espresso non esiste – tea, tisane, cioccolata calda o centrifugati e scegliere tra una varietà per nulla scontata di torte, biscotti e cheesecake.

Ed è qui la prima novità: tutte le torte sono lì per essere fatte a fette e mangiate, sul posto oppure a casa o in ufficio. MissBake infatti è sostanzialmente un take away.
Non siete golosi di dolci? MissBake vi tenta con ricotte cunzate, omelettes, gallettes bretonnes di grano saraceno, soccà nizzarde con farina di ceci, tagliatelle o fagottini di crepes, pancakes salate e zuppe per una pausa pranzo diversa dal solito.

Una piccola chicca: il brunch del sabato in perfetto stile americano.

A ciò aggiungete che le proprietarie, Carlotta e Stefania, sono gentili e accoglienti esattamente come il loro piccolo instagrammabile locale nel quale prima ancora di assaporare le loro creazioni si assapora la passione di chi ama il proprio lavoro.

MissBake è in via Marsili 1/c, nel pieno centro di Bologna, a pochi passi da via Farini e dal mio ufficio perciò è facile che a metà mattina mi vediate uscire da lì con la mia dose quotidiana di caffè americano o con una box ripiena di coccole.

Se amate i preliminari, gustatevi il loro profilo Instagram: MissBake

 

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