UNA NUOVA PERLA TUTTA HOME MADE: OLMO

Ho scoperto per caso questo piccolo locale, aperto neppure sei mesi fa, in via Ercolani (a pochi passi dal Palazzetto dello Sport) che è un’autentica perla.

Si chiama Olmo e tutto ciò che viene servito in tavola, dal pane alle salse, dalla pasta fresca alle torte, è preparato dallo chef Maolo Torreggiani. I piatti sono originali, variegati e accontentano anche i palati vegani. Potete mangiare degli ottimi primi come il riso alle erbe e cozze saltate, zuppe strepitose come il dhal di lenticchie bianche e polpettine di cous cous e ancora carne (il panino alle polpette, mangiato oggi, era davvero super) e pure il pesce.

Insomma ogni giorno Olmo è una scoperta e se anche non avete fame vi basterà dare un’occhiata alle foto del loro profilo Instagram ( olmo_bologna ) per sentire l’impellente esigenza di precipitarvi dentro il locale e provare ogni delizia, tra l’altro sono aperti sette giorni su sette (tranne la sera della domenica e del lunedì).

Perfetto per il brunch. Andate e fatemi sapere!

image6-2

image5
Crema di ceci con rapa bianca e scorzonera
image4
panino con polpette al sugo, verdure e chips croccanti, crema di rape rosse
image2-3
Tripletta vegana: felafel con saionese al limone, riso saltato con verdure ed erbe saltate

fullsizerender-3

 

COCCOLARE IL PALATO MANGIANDO SANO? DA FRAGOLA E’ POSSIBILE

Quando scegliete un locale lo fate principalmente per la qualità del cibo. Se alla qualità del cibo si aggiunge la qualità del servizio, ecco allora che quel locale va dritto dritto nella lista dei preferiti.
Se andate da FraGola capirete quindi perché, anche con la pioggia e con il vento, io percorra a piedi oltre un chilometro per pranzare lì e, questo, nonostante lavori in pieno centro e pertanto abbia parecchia scelta senza allontanarmi troppo.
FraGola è una zupperia, frutteria, insalateria e juice bar che si trova in Piazza San Martino. Non pensiate però che sia uno di quei posti in cui esci e andresti a mangiarti una pizza. Infatti oltre a frutta e insalate, si trovano delle ottime zuppe (ogni giorno diverse), focacce e piatti composti (vegetariani e non solo).
Dimenticate anche l’equazione “mangiare sano = mangiare sciapo”, da FraGola si mangia in maniera salutare – con prodotti di alta qualità a prezzi competitivi – ma coccolando il palato.
E’ da FraGola che ho scoperto l’açaì, un frutto tropicale antiossidante e superenergetico che viene frullato insieme alla banana (il sapore di fondo è quello) e servito con frutta fresca in pezzi. Quando ero incinta ne mangiavo a chili e, d’estate, era il mio pranzo fisso. Considerando che ho partorito un bimbo di 4,3 chili comincio a pensare che l’açaì abbia fatto parecchio bene!
Il locale è stato rinnovato da poco. E’ più grande, luminoso e ha un lungo bancone scelto appositamente per rendere l’ambiente allegro e socialmente stimolante.
A breve, da FraGola si potrà anche fare colazione (yougurt e cereali, torte, pane e marmellata e ovviamente centrifugati e spremute) e il brunch nella giornata di sabato. Inoltre la prossima estate ci sarà anche il dehor. Ovviamente ci sono sia il il servizio di take away che di consegna a domicilio.

Sulla loro pagina Facebook (www.facebook.com/FrutteriaFragola ), poi, potete trovare il menu del giorno.
Un’ultima cosa: come avevo accennato all’inizio, oltre alla qualità del cibo è importante la qualità del servizio.
FraGola è diventato uno dei mie posti preferiti perché i titolari, Fabio e Stefania, hanno sempre il sorriso, sono cordiali, disponibili e ti fanno sentire come a casa. Scusate se è poco.

image2-3

 

image3

unnamed-2

unnamed-4

unnamed-5

unnamed-3

 

MISSBAKE: SAPORI D’AMERICA, FRANCIA E INGHILTERRA IN UN SOLO LOCALE

A dispetto dei pochissimi metri quadri in cui si sviluppa, MissBake contiene un mondo di delizie difficili da descrivere in un solo post.

Intanto come MissBake, a Bologna, c’è solo MissBake. Unico nel suo genere, diventa difficile anche solo definirlo: è un caffè? Un bistrot? Una pasticceria?

Direi un po’ tutte queste cose insieme. E’ un luogo che strizza l’occhio all’America, alla Gran Bretagna e alla Francia.

Un luogo in cui puoi sorseggiare (finalmente) un ottimo caffè americano – l’espresso non esiste – tea, tisane, cioccolata calda o centrifugati e scegliere tra una varietà per nulla scontata di torte, biscotti e cheesecake.

Ed è qui la prima novità: tutte le torte sono lì per essere fatte a fette e mangiate, sul posto oppure a casa o in ufficio. MissBake infatti è sostanzialmente un take away.
Non siete golosi di dolci? MissBake vi tenta con ricotte cunzate, omelettes, gallettes bretonnes di grano saraceno, soccà nizzarde con farina di ceci, tagliatelle o fagottini di crepes, pancakes salate e zuppe per una pausa pranzo diversa dal solito.

Una piccola chicca: il brunch del sabato in perfetto stile americano.

A ciò aggiungete che le proprietarie, Carlotta e Stefania, sono gentili e accoglienti esattamente come il loro piccolo instagrammabile locale nel quale prima ancora di assaporare le loro creazioni si assapora la passione di chi ama il proprio lavoro.

MissBake è in via Marsili 1/c, nel pieno centro di Bologna, a pochi passi da via Farini e dal mio ufficio perciò è facile che a metà mattina mi vediate uscire da lì con la mia dose quotidiana di caffè americano o con una box ripiena di coccole.

Se amate i preliminari, gustatevi il loro profilo Instagram: MissBake

 

img_0049

img_0050

img_0086

img_0053img_0087

OTTO IN CUCINA, L’OPEN DAY CHE FA VENIRE VOGLIA DI CUCINARE

Più spaesato di un cinese alle primarie del PD, ci sono solo io alla presentazione dei corsi di cucina.

Tuttavia, se ad organizzarli è l’associazione enogastronomica Otto in Cucina  , le cose cambiano assai. Perché quando senti parlare di arte culinaria con una tale passione e quando constati il clima gioviale, affettuoso e allegro che aleggia tra i docenti e i corsisti, capisci che dietro c’è molto più di una lezione gastronomica.
Mi è stato sufficiente intervistare la Presidente, Simona Guerra, all’Open Day organizzato per presentare il calendario dei corsi per la stagione 2016/2017, per capire quali sono i punti cardine di una buona organizzazione.
Da un lato la scelta di avere più docenti, ognuno esperto in una specifica disciplina per garantire la massima competenza e professionalità; dall’altro, quella di limitare il numero dei corsisti a otto in modo da poterli seguire in maniera più attenta in ogni fase del lavoro. La decisione di avere solo otto corsisti, peraltro, fa sì che si crei un ambiente familiare e conviviale tra i gruppi ed è frequente che nascano amicizie (anche degli amori – giusto per fare del gossip -) e che alcuni gruppi, dopo, si frequentino anche al di fuori delle cucine. E questo nonostante il target dei partecipanti sia molto variegato.
L’empatia che si crea all’interno dei corsi l’ho vista ieri sera negli occhi lucidi di Simona Guerra mentre mi raccontava dei ragazzi conosciuti alle ultime lezioni e di come alla cucina si siano mischiati vita e sentimenti che hanno portato ad un arricchimento di emozioni reciproco.

Se siete curiosi questo è il loro bel sito: http://www.ottoincucina.it

Organizzano sia corsi di cucina base che corsi più specifici a prezzi assolutamente competitivi (i costi li trovate tutti indicati) che li rendono appetibili anche come idea regalo per amici e parenti appassionati di cucina.

Una piccola curiosità: organizzano anche corsi per bambini dai sei anni in su.

fullsizerender-2
Associazione enogastronomica Otto in Cucina
fullsizerender-1
Con la Presidente Simona Guerra
cimg1645
I docenti Chef Alessandra Cavazzi e Chef Giampiero Le Pera

 

LA RIAPERTURA DELLA SCUOLA NON E’ UNO SPORT PER SIGNORINE:GUIDA SEMISERIA DI SOPRAVVIVENZA

Mancano pochissimi giorni alla riapertura della scuola e i nostri cari adorati bambini, i nostri pezzi di cuore, le nostre meravigliose creature che dal lontano, lontanissimo giugno ci stanno attaccati alle gambe come cozze allo scoglio, finalmente si toglieranno dalle scatole!
Perché diciamolo: saranno pure pezzi di cuore, saranno anche la luce dei nostri occhi ma dopo tre mesi di urla, disordine, tv accese e “dimmi perché no!”, il caro ufficio ci sembra lo Shangri-la.
Tuttavia nemmeno l’anno scolastico è una passeggiata di salute soprattutto per noi mamme, che oltre al “solito” pacchetto casa-lavoro dobbiamo accollarci pure i compiti, le attività extra-scolastiche e le assemblee dei genitori.
Ho pensato quindi che sarebbe stato utile redigere una guida di sopravvivenza in grado di aiutare coloro che quest’anno entreranno nel magico mondo della scuola elementare.

1. PUNTARE LA SVEGLIA IL PIU’ TARDI POSSIBILE

Capisco che vi possa sembrare ‘estremo’ ma credetemi, qualunque cosa facciate, organizziate, incastriate affinché tutto, da quando suona la sveglia a quando si esce di casa, fili liscio, voi sarete sempre, costantemente, inesorabilmente in ritardo.
Al bambino scapperà la cacca mentre voi chiamate l’ascensore; vi accorgerete di una macchia/buco/padella d’olio nella maglietta preferita del pargolo ma per cambiarla nasceranno discussioni interminabili perché se la creatura aveva deciso di andare a scuola con la t-shirt dell’Uomo Ragno è inconcepibile, nel suo universo, che debba andarci con la maglietta di Hulk; solo una volta arrivati in garage vi accorgerete di aver dimenticato in casa le chiavi della macchina o la merendina del bambino o proprio il bambino.
Questi sono solo alcuni dei contrattempi che ogni mattina (e quando dico ogni mattina intendo ogni singolo giorno di scuola da settembre a giugno) vi capiteranno, perciò, datemi retta, dato che sarete sempre e comunque in ritardo, non sottraetevi ore preziose di sonno: riposate più che potete.

2. DOTARSI DI MEZZO DI TRASPORTO IDONEO

Se pensate che raggiungere l’ingresso della scuola sia la cosa più semplice, beh, state notevolmente sottovalutando la questione.
Noterete presto che tutte le scuole, inspiegabilmente, sono state edificate nelle strade più impervie della città: quella più comoda si trova in una via fatta a L, a senso unico e con svariati esercizi commerciali con intensa attività di carico/scarico.
Pertanto un adeguato mezzo di trasporto è fondamentale. E’ adeguato il veicolo in grado di affrontare: nonni con la Panda che pur arrivando in anticipo poi bloccano il traffico nel compiere tra le trentacinque e le quaranta manovre per posteggiare l’auto; le eco-mamme in bicicletta con due/tre figli a bordo che fanno lo slalom tra il marciapiede e le auto; le milf incarognite col Suv che asfaltano chiunque si pari davanti costituendo un ostacolo al loro appuntamento delle nove dal parrucchiere; camion a rimorchio convinti di essere una Smart.
Non va meglio a chi, avendo la scuola vicino a casa, può permettersi di andare a piedi. Deve vedersela con: padri in giacca e cravatta già incazzati (ai professionisti, si sa, piace partire col giusto atteggiamento già da casa) che portano i figli in scooter percorrendo il marciapiede e parcheggiando praticamente sui piedi della bidella; bambini di quinta elementare che corrono con i loro zaini-trolley da 185 chili amputando caviglie e lesionando tendini a chiunque si pari davanti; neo mamme con i bebè che pretendono di passare davanti a tutti a colpi di carrozzina nei reni.

3. FARSI AMICHE TUTTE LE MAMME DELLA CLASSE

Lo so è durissima, tra quella che “mio figlio è un genio”, quella che per farla smettere di parlare bisogna abbatterla e quell’altra col foulard al collo e l’aria “Fosse stato per me avrei mandato mio figlio alla privata invece mi tocca venire qui in mezzo al volgo”, preferireste ingoiare la valigetta dei regoli.
Ma vi accorgerete presto di quanto sia importante avere un buon rapporto con le mamme, soprattutto quelle che la mattina hanno tempo per fare capannello davanti alla scuola. Loro governano il mondo: decidono riunioni, gite, corsi extra-scolastici, raccolgono fondi, distribuiscono inviti, aggiornano su eventuali scioperi, ritardi, assenze, supplenti.
Senza considerare le volte in cui il pargoletto sbaglierà a scrivere i compiti sul diario o sarà assente da scuola: le altre mamme diventeranno la vostra unica àncora di salvezza.

4. FINGERSI MORTI DURANTE L’ELEZIONE DEL RAPPRESENTANTE DI CLASSE

Il momento più temuto da ogni genitore è l’elezione del rappresentante di classe. Se pensate che la soluzione sia non presentarsi nemmeno alla riunione sappiate che, assentandovi, firmereste la vostra condanna a morte e vi ritrovereste eletti all’unanimità.
A nulla varranno le vostre scuse perché sono le scuse di tutti: il lavoro che impegna tutto il giorno, la casa da ristrutturare, la separazione, la morte del gatto. Piuttosto che ricoprire quel ruolo, ogni genitore preferirebbe guardare una puntata intera di Pomeriggio 5. Forse.
La vostra unica speranza è che nel gruppo di genitori ci sia quello che dalla prima elementare alla quinta liceo è stato un secchione di prim’ordine ma poi, per vicissitudini varie, non ha mai fatto carriera e quindi cerca il suo riscatto sociale ricoprendo ruoli di pseudo potere, dal rappresentante di classe all’ausiliare del traffico. Ecco lui si offrirà volontario e lo farà per tutti i cinque anni: sarà pignolo e rompiscatole, praticamente perfetto.

5. NON ENTRARE MAI, PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO, NEL GRUPPO DI CLASSE WHATSAPP

L’idea nascerà con i migliori intenti: passarsi rapidamente informazioni utili relative alla scuola. Tuttavia dovete tenere presente che stiamo parlando di circa una ventina di donne che ogni giorno vorranno dire la loro su qualsiasi cosa, dalla scelta della mensa di mettere la mela al posto del kiwi a fine pasto, all’inadeguatezza della carta igienica a due veli.
Una pioggia di notifiche che nemmeno Belen se rendesse pubblico il numero del suo cellulare.
A ciò si aggiunga che le donne non riescono a troncare una qualsiasi conversazione senza un minimo di divagazione pertanto la cosa più normale che possa accadere è che partendo da una richiesta di chiarimento sull’esercizio di matematica di pag. 12 vi ritroviate nel giro di una cinquantina di risposte, la ricetta della crostata alla crema, il telefono di un bravo osteopata, l’indirizzo del negozio Amici Cuccioli che ha in offerta i croccantini del gatto.
Datemi retta, se vi aggiungono al gruppo classe WhatsApp, abbandonate il gruppo, eliminatelo, spegnete il cellulare, distruggere la batteria, fingetevi morti.

board-928378__180

 

BOLOGNA TRA LE DIECI CITTA’ IN CUI SI MANGIA MEGLIO AL MONDO, PAROLA DI TELEGRAPH

Possiamo dichiarare senza timore di smentita che Il Telegraph ami moltissimo Bologna. Dopo averla consigliata come meta turistica e aver dichiarato che «è la migliore città per imparare l’italiano, perché le persone sono cordiali, non ci sono tanti turisti come Roma e Firenze, ma soprattutto perché ci sono ottimi corsi dove prendere lezioni» (qui potete trovare l’articolo http://www.telegraph.co.uk/travel/artsandculture/8752765/Italy-Language-lessons-in-Bologna.html ), qualche giorno fa ha inserito la città al settimo posto tra le dieci in cui si mangia meglio al mondo.

«Bologna è conosciuta come ‘La Grassa’, ‘The Fat One’”, per il suo cibo tra i migliori della nazione. Piena di negozi di alimentari, mercati di strada offre una fantastica gamma di opzioni per mangiare, da ristoranti raffinati a semplici trattorie» (http://www.telegraph.co.uk/travel/food-and-wine-holidays/The-worlds-best-cities-for-foodies/foodu-bolog-d3t3kb/)

Unica città italiana in classifica, nonostante le modeste dimensioni e nonostante non sia tra le mete turistiche più conosciute all’estero, possiamo dire che Bologna fa la sua grassa figura in mezzo a grandi capitali quali New York, Londra, Tokyo, Bangkok e Lima, per citarne alcune.

Io a ragù e mortadella ci sono cresciuta e sarei di parte ma ora che anche gli inglesi – sinceramente un po’ snob in quanto ad elargizione di riconoscimenti – hanno scoperto la nostra tradizione culinaria, possiamo affermare con orgoglio che non ce n’è per nessuno!

lasagna-1207585__180
La lasagna
15832798199_694986e096
La mortadella

 

BOLOGNA E LA SCARAMANZIA

Se chiedete ai bolognesi se sono superstiziosi, la maggior parte di loro vi risponderà “Non lo sono ma…”. Esistono infatti alcuni riti scaramantici che anche i più scettici rispettano.
La maggior parte delle superstizioni arriva dall’epoca medioevale ed è legata in particolare all’università che, come saprete, è la più antica d’Europa.
Salire sulla Torre degli Asinelli (97 metri di altezza e 498 scalini), attraversare in diagonale Piazza Maggiore o leggere per intero la frase che campeggia davanti alla sede storica della facoltà di ingegneria compromette definitivamente la possibilità di laurearsi.

bologna-498233_960_720

Non tutti i gesti scaramantici però sono legati al mondo universitario. Ad esempio la scalinata che accompagna l’ascesa al santuario della Madonna di San Luca, lunga 300 metri, non va percorsa rimanendo sempre sotto il suo porticato. La motivazione va ricercata nel fatto che i portici della scalinata sono 666 ed il numero non è casuale.
A San Luca è legata un’altra superstizione questa volta relativa all’amore. Pare infatti che salire in coppia porti sfortuna pertanto se si vuole che la relazione continui è meglio evitare di godersi il meraviglioso tramonto che si gode nei giorni estivi dalla vetta del santuario.

santuario-di-madonna

Verità o sciocchezze? Chi può dirlo? Sono salita sulla Torre degli Asinelli quando ero studente universitaria eppure mi sono laureata a ventiquattro anni. Conosco però un paio di coppie che sono state a San Luca e poco tempo dopo si sono lasciate.
Si sarebbero divise lo stesso? E’ probabile ma perché rischiare?