IL NEGOZIANTE BISBETICO-MISERICORDIOSO

Vi devo confessare una cosa che mi infastidisce assai: il negoziante bisbetico-misericordioso.
Sarà capitato anche a voi di presentarvi in un esercizio commerciale ed essere sprovvisti dello scontrino / ricetta / delega / tessera / autorizzazione ecc… e venire ripresi per una serie interminabile di minuti dal negoziante.
La frase di rito, solitamente, inizia con: “Guardi noi non facciamo così ma, per questa volta, chiudo un occhio.”
Fin qui nulla di male.
Insomma: sono nel torto, tu mi stai facendo un favore, io te ne sono grata.

Certo, non è che mi stai regalando una laurea in Astrofisica o un loft sulla quinta strada. Magari siamo in lavasecco e mi stai semplicemente consegnando i vestiti alle ore 15.15 anziché dopo le ore 17.00 come scritto sulla ricevuta che io avrei dovuto leggere.

Ecco. A me la reprimenda di dieci minuti, magari davanti a cinque o sei persone (così la parte dell’esercente misericordioso viene fuori meglio) come se io fossi una scolaretta maleducata, mi dà un urto che voi neppure potete immaginarvelo.

C’è un limite – quello in cui mi dici che non potresti farlo ma lo fai ed io ti rispondo grazie – oltre il quale l’unica cosa che mi viene da dire è:

“Senta, se vuole farmi il favore me lo faccia e la ringrazio, altrimenti, se intende farmelo pesare per quindici minuti siamo a posto così. Uscita da qui, ci sono altri dieci negozi come il suo, lei non è indispensabile per la mia esistenza.”

Sì, è esattamente quello che ho risposto questa mattina.

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