LA RIAPERTURA DELLA SCUOLA NON E’ UNO SPORT PER SIGNORINE:GUIDA SEMISERIA DI SOPRAVVIVENZA

Mancano pochissimi giorni alla riapertura della scuola e i nostri cari adorati bambini, i nostri pezzi di cuore, le nostre meravigliose creature che dal lontano, lontanissimo giugno ci stanno attaccati alle gambe come cozze allo scoglio, finalmente si toglieranno dalle scatole!
Perché diciamolo: saranno pure pezzi di cuore, saranno anche la luce dei nostri occhi ma dopo tre mesi di urla, disordine, tv accese e “dimmi perché no!”, il caro ufficio ci sembra lo Shangri-la.
Tuttavia nemmeno l’anno scolastico è una passeggiata di salute soprattutto per noi mamme, che oltre al “solito” pacchetto casa-lavoro dobbiamo accollarci pure i compiti, le attività extra-scolastiche e le assemblee dei genitori.
Ho pensato quindi che sarebbe stato utile redigere una guida di sopravvivenza in grado di aiutare coloro che quest’anno entreranno nel magico mondo della scuola elementare.

1. PUNTARE LA SVEGLIA IL PIU’ TARDI POSSIBILE

Capisco che vi possa sembrare ‘estremo’ ma credetemi, qualunque cosa facciate, organizziate, incastriate affinché tutto, da quando suona la sveglia a quando si esce di casa, fili liscio, voi sarete sempre, costantemente, inesorabilmente in ritardo.
Al bambino scapperà la cacca mentre voi chiamate l’ascensore; vi accorgerete di una macchia/buco/padella d’olio nella maglietta preferita del pargolo ma per cambiarla nasceranno discussioni interminabili perché se la creatura aveva deciso di andare a scuola con la t-shirt dell’Uomo Ragno è inconcepibile, nel suo universo, che debba andarci con la maglietta di Hulk; solo una volta arrivati in garage vi accorgerete di aver dimenticato in casa le chiavi della macchina o la merendina del bambino o proprio il bambino.
Questi sono solo alcuni dei contrattempi che ogni mattina (e quando dico ogni mattina intendo ogni singolo giorno di scuola da settembre a giugno) vi capiteranno, perciò, datemi retta, dato che sarete sempre e comunque in ritardo, non sottraetevi ore preziose di sonno: riposate più che potete.

2. DOTARSI DI MEZZO DI TRASPORTO IDONEO

Se pensate che raggiungere l’ingresso della scuola sia la cosa più semplice, beh, state notevolmente sottovalutando la questione.
Noterete presto che tutte le scuole, inspiegabilmente, sono state edificate nelle strade più impervie della città: quella più comoda si trova in una via fatta a L, a senso unico e con svariati esercizi commerciali con intensa attività di carico/scarico.
Pertanto un adeguato mezzo di trasporto è fondamentale. E’ adeguato il veicolo in grado di affrontare: nonni con la Panda che pur arrivando in anticipo poi bloccano il traffico nel compiere tra le trentacinque e le quaranta manovre per posteggiare l’auto; le eco-mamme in bicicletta con due/tre figli a bordo che fanno lo slalom tra il marciapiede e le auto; le milf incarognite col Suv che asfaltano chiunque si pari davanti costituendo un ostacolo al loro appuntamento delle nove dal parrucchiere; camion a rimorchio convinti di essere una Smart.
Non va meglio a chi, avendo la scuola vicino a casa, può permettersi di andare a piedi. Deve vedersela con: padri in giacca e cravatta già incazzati (ai professionisti, si sa, piace partire col giusto atteggiamento già da casa) che portano i figli in scooter percorrendo il marciapiede e parcheggiando praticamente sui piedi della bidella; bambini di quinta elementare che corrono con i loro zaini-trolley da 185 chili amputando caviglie e lesionando tendini a chiunque si pari davanti; neo mamme con i bebè che pretendono di passare davanti a tutti a colpi di carrozzina nei reni.

3. FARSI AMICHE TUTTE LE MAMME DELLA CLASSE

Lo so è durissima, tra quella che “mio figlio è un genio”, quella che per farla smettere di parlare bisogna abbatterla e quell’altra col foulard al collo e l’aria “Fosse stato per me avrei mandato mio figlio alla privata invece mi tocca venire qui in mezzo al volgo”, preferireste ingoiare la valigetta dei regoli.
Ma vi accorgerete presto di quanto sia importante avere un buon rapporto con le mamme, soprattutto quelle che la mattina hanno tempo per fare capannello davanti alla scuola. Loro governano il mondo: decidono riunioni, gite, corsi extra-scolastici, raccolgono fondi, distribuiscono inviti, aggiornano su eventuali scioperi, ritardi, assenze, supplenti.
Senza considerare le volte in cui il pargoletto sbaglierà a scrivere i compiti sul diario o sarà assente da scuola: le altre mamme diventeranno la vostra unica àncora di salvezza.

4. FINGERSI MORTI DURANTE L’ELEZIONE DEL RAPPRESENTANTE DI CLASSE

Il momento più temuto da ogni genitore è l’elezione del rappresentante di classe. Se pensate che la soluzione sia non presentarsi nemmeno alla riunione sappiate che, assentandovi, firmereste la vostra condanna a morte e vi ritrovereste eletti all’unanimità.
A nulla varranno le vostre scuse perché sono le scuse di tutti: il lavoro che impegna tutto il giorno, la casa da ristrutturare, la separazione, la morte del gatto. Piuttosto che ricoprire quel ruolo, ogni genitore preferirebbe guardare una puntata intera di Pomeriggio 5. Forse.
La vostra unica speranza è che nel gruppo di genitori ci sia quello che dalla prima elementare alla quinta liceo è stato un secchione di prim’ordine ma poi, per vicissitudini varie, non ha mai fatto carriera e quindi cerca il suo riscatto sociale ricoprendo ruoli di pseudo potere, dal rappresentante di classe all’ausiliare del traffico. Ecco lui si offrirà volontario e lo farà per tutti i cinque anni: sarà pignolo e rompiscatole, praticamente perfetto.

5. NON ENTRARE MAI, PER NESSUNA RAGIONE AL MONDO, NEL GRUPPO DI CLASSE WHATSAPP

L’idea nascerà con i migliori intenti: passarsi rapidamente informazioni utili relative alla scuola. Tuttavia dovete tenere presente che stiamo parlando di circa una ventina di donne che ogni giorno vorranno dire la loro su qualsiasi cosa, dalla scelta della mensa di mettere la mela al posto del kiwi a fine pasto, all’inadeguatezza della carta igienica a due veli.
Una pioggia di notifiche che nemmeno Belen se rendesse pubblico il numero del suo cellulare.
A ciò si aggiunga che le donne non riescono a troncare una qualsiasi conversazione senza un minimo di divagazione pertanto la cosa più normale che possa accadere è che partendo da una richiesta di chiarimento sull’esercizio di matematica di pag. 12 vi ritroviate nel giro di una cinquantina di risposte, la ricetta della crostata alla crema, il telefono di un bravo osteopata, l’indirizzo del negozio Amici Cuccioli che ha in offerta i croccantini del gatto.
Datemi retta, se vi aggiungono al gruppo classe WhatsApp, abbandonate il gruppo, eliminatelo, spegnete il cellulare, distruggere la batteria, fingetevi morti.

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